"…a questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali,
continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini…
ognuno di noi deve fare la sua parte, piccola o grande che sia,
per contribuire a creare condizioni di vita più umane, perchè certi orrori non si ripetano più…"
Giovanni Falcone

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Villino Ida



Tra il 1903 l'architetto Ernesto Basile  si dedica a progettare la sua dimora palermitana, una bellissima villa che chiama Ida come l'adorata, moglie il nome "villino"ci induce a pensare ad un edificio isolato invece la casa della famiglia Basile s'affaccia su una delle strade più centrali della città perfettamente inserita tra altre costruzioni.
La villa,a tre elevazioni,è ovviamente in stile Liberty ed è posta in un angolo di un giardino ornato da due fontane.
Il prospetto esterno è di un abbacinante bianco che riveste le pareti al di sopra di  un basamento in pietra, lo spigolo è arricchito da un rinforzo di pietre che funge da decorativa cerniera tra due pareti esterne e dal balcone dall'elegante ringhiera in ferro battuto, sostenuto da mensole e decorato da motivi floreali.
In uno dei prospetti laterali troviamo un pilastro a torre che si collega alla terrazza; il prospetto principale è caratterizzato da  un  imponente portone sul quale campeggia il motto "Dispar et Unum" (Diverso e Unico),piastrelle policrome e lastre di pietra sorrette da mensole in ferro battuto sovrastano le persiane colorate di verde scuro con bordi rossi.
L'ingresso non porta direttamente all'interno della casa ma fa da passaggio coperto dal quale è possibile salire all'abitazione, scendere allo studio privato del Basile o, attraverso il cancello, accedere al giardino interno.
L'abitazione è composta da un seminterrato adibito a studio, il piano rialzato con soggiorno e un piano superiore destinato alla zona notte, i tre livelli sono collegati da due vani scala.
Decoro delle pareti della Stanza da fumo
Decorazione di uno dei soffitti in legno
Le pareti e i soffitti,alcuni lignei,sono decorati con i motivi floreali tipici del Liberty,nella sala degli ospiti, nella cornice superiore,si ripete l'immagine della lucertola( in vernacolo serpe), in omaggio a Giacomo Serpotta,la cui "firma" era proprio una serpe (come è evidentissimo sugli stucchi dell'Oratorio del SS Rosario in San Domenico) di cui il Basile era un grande estimatore e sul quale aveva scritto un libro.
Nella sala da pranzo il disegno del pavimento riproduce una svastica,simbolo orientale di fortuna.
L'intero arredamento  così come le maniglie, i pomelli fu  ideato ovviamente dallo stesso Basile.
Adesso il Villino Ida è oggi sede dei Beni Archivistici e Bibliografici della Soprintendenza dei Beni Culturali della Regione Siciliana e quindi non visitabile.

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