"…a questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali,
continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini…
ognuno di noi deve fare la sua parte, piccola o grande che sia,
per contribuire a creare condizioni di vita più umane, perchè certi orrori non si ripetano più…"
Giovanni Falcone

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Il Castello a mare

In epoca normanna Palermo era dotata di due grandi fortezze, una a monte:Palazzo dei Normanni  e una a mare, appunto  il Castello a mare o Castelloammare posto all'imboccatura del porto per controllarne l'accesso.
Edificato, forse nel X secolo nel corso dei tempo venne ripetutamente restaurato e ampliato a seconda la destinazione d'uso decisa dai governi succedutisi in città.
Fu la residenza preferita da Federico II  durante i suoi soggiorni a Palermo;nel XVI secolo,durante la dominazione spagnola, fu sede di vicerè quindi sede del Tribunale dell'Inquisizione, poi teatro di battaglie in epoca borbonica.
Nel 1923, per consentire di lavori di ampliamento del porto, fu  in parte demolito solo  nel 2006 si iniziarono i lavori di recupero e restauro di questo bellissimo monumento.
Nel 1923  la fortezza era chiusa da una possente cinta muraria quadrangolare bagnata su due lati dal mare, che racchiudeva al suo interno testimonianze di molti stili tanti quanti erano stati i rimaneggiamenti: un grande bastione di epoca araba, la Cappella della Bagnara di epoca normanna, bastioni e zona d'ingresso riconducibili al quattrocento, un palazzetto rinascimentale, la Chiesa di Santa Maria di Piedidgrotta risalente al '500 ma edificata su una moschea araba, due  torri esagonali e molte altre strutture.
Di tutti questi edifici è possibile ora ammirare solo la torre maestra, una  torre cilindrica,il corpo d'ingresso e parte della chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, un delizioso tempio sacro che aveva una sola navata con cappelle laterali ed un piccolo campanile nella parte posteriore, bellissimo un affresco che raffigura dei delfini.
Fu costruita dove,all'interno di una grotta, era custodita un'immagine  della Vergine chiamata “Madonna di piè di grotta”  chiaro riferimento all'ubicazione del dipinto.

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