"…a questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali,
continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini…
ognuno di noi deve fare la sua parte, piccola o grande che sia,
per contribuire a creare condizioni di vita più umane, perchè certi orrori non si ripetano più…"
Giovanni Falcone

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Santa Maria della Catena

Il nome deriva da una cappella,dedicata alla Madonna, risalente al periodo della dominazione Sveva, ubicata in corrispondenza di uno dei sostegni che teneva la catena utilizzata per impedire alle navi nemiche l’ingresso al porto di Palermo.
L’attuale chiesa, in stile gotico catalano con elementi rinascimentali, risale invece alla fine del 1400 e del vecchio luogo di culto conserva solo il nome.
Da una scalinata si arriva a un portico a tre archi ribassati sostenuti da colonne in marmo sul quale si aprono i tre portali, decorati con bassorilievi che narrano scene evangeliche, d’accesso al Sacro Tempio.
Nel prospetto sopra l’arcata centrale risalta una lapide di marmo e una statua della Vergine.
La pianta è a croce latina a tre navate separate da colonne marmoree ed archi, la navata centrale è coperta da una volta a crociera; tra lapidi, affreschi,sculture,bassorilievi e dipinti spicca il fonte battesimale del 1654 e un sarcofago del 1500 mentre non c'è più traccia degli stucchi barocchi eliminati dai non attenti restauri del dopoguerra.

La leggenda narra che, il nome di "catena" derivi da un prodigio:nel XIV secolo alcuni prigionieri condannati ingiustamente, chiesero alla Vergine il miracolo di essere liberati dalle catene la Madonna esaudì la loro supplica e le catene si sciolsero da sole restituendo agli innocenti la meritata libertà.
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