"…a questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali,
continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini…
ognuno di noi deve fare la sua parte, piccola o grande che sia,
per contribuire a creare condizioni di vita più umane, perchè certi orrori non si ripetano più…"
Giovanni Falcone

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Santa Rosalia: storia leggenda culto

Rosalia ,figlia del conte Sinibaldo di Quisquina delle Rose nasce a Palermo intorno al 1128.
La leggenda narra che mentre il re Guglielmo II osservava il tramonto una figura gli apparve dicendogli: «Guglielmo io ti annuncio che, per volere di Dio, nascerà nella casa di Sinibaldo tuo congiunto, una rosa senza spine.», per questo motivo quando nacque la bambina fu chiamata Rosalia La fanciulla visse nell'agiatezza a corte di re Ruggero ma scelse l'eremitaggio quando le apparve Cristo mentre si preparava alle nozze con  il nobile Baldovino che l'aveva avuta promessa in sposa dal re a cui aveva salvato la vita durante una battuta di caccia.
Per seguire la chiamata del Signore  Rosalia si ritirò nel bosco di Palazzo Adriano indi si trasferì sulle montagne di Bivona a Santo Stefano di Quisquina e poi a  Palermo dove visse gli ultimi anni della sua vita in una  grotta di Monte Pellegrino, il promontorio che domina la città,vicino una piccola chiesa  costruita  dove i Fenici avevano eretto un Santuario rupestre e dove morì il 4 settembre del 1160 o 1165.
Nonostante la sua fama di santità ben presto Rosalia fu dimenticata fino a quando,nel maggio del 1924, mentre a Palermo imperversava la peste apparve in sogno ad un' ammalata indicandole il luogo dei suoi resti mortali da portare in processione per risanare la città,il 15 luglio dopo lunghi e faticosi scavi vennero ritrovati i suoi resti consegnati al Cardinale Doria che li fece portare in processione per le vie della città e, miracolosamente ,al termine della processione la città è liberata dal flagello della peste.
In seguito a questo episodio Santa Rosalia fu nominata Patrona di Palermo a posto di:Cristina,Oliva,Agata e Ninfa  a cui si erano inutilmente rivolti i palermitani per debellare il terribile male.
La  Grotta dove visse e morì la "Santuzza" (così chiamiamo affettuosamente la nostra Patrona) è adesso un santuario meta di pellegrinaggi, vi si respira una bellissima atmosfera e nel silenzio tipico di un luogo di culto è possibile sentire il rumore delle gocce d'acqua che cadono dalle crepe della roccia rendendo l'ambiente ancora più magico.
Entrando a sinistra si trova una grande urna di cristallo che racchiude una statua raffigurante la santa  e dove i devoti depongono ex voto e offerte.
Santa Rosalia si festeggia il 4 settembre,data  presumibie della morte.
Questo è il giorno in cui si rende omaggio alla Santuzza e si sciolgono i voti facendo "l'acchianata" cioè percorrendo a piedi o in ginocchio l'antica scala che dalle pendici del monte porta alla Grotta.
La festa però più sentita dalla cittadinanza e dai devoti è
"u fistino" che, dal 1625, si svolge a Palermo dal 10 al 15 luglio attirando moltissimi turisti i quali partecipano con entusiasmo alla sfilata dell'enorme carro simbolo del passaggio delle ossa  e alla grande rappresentazione allegorica della storia di Rosalia Sinibaldi che si conclude con gli spettacolari giochi pirotecnici.
A questa manifestazione ,che possiamo definire folkloristica,si affiancano i riti sacri che culminano con la processione dell'urna contenente le ossa della Santuzza conservate in Cattedrale

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