"…a questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali,
continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini…
ognuno di noi deve fare la sua parte, piccola o grande che sia,
per contribuire a creare condizioni di vita più umane, perchè certi orrori non si ripetano più…"
Giovanni Falcone

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La Cuba

La sesta novella della quinta giornata del Decamerone è ambientata a Palermo all'interno  della Cuba (dall'arabo Qubba, "cupola") uno dei tre "sollazzi regi" ( luogo di villeggiatura e divertimento) fatti costruire dai sovrani Normanni.
L’edificio fu eretto per volere di Guglielmo II nel 1180 ,che per le sua costruizone si rivolse ad  architetti e maestranze arabi.
Il luogo in cui sorse la Cuba era  ricco di acque e di magnifici giardini.
L’edificio è di  forma rettangolare al  centro di ogni lato,quasi ad ingentilire il rigore della costruzione sporge una torretta,i muri esterni nella parte superiore, sono ornati da arcate ogivali  su finestre cieche,nella parte inferiore troviamo finestre aperte  divise da colonnine.
Un'epigrafe si vede ancora sul muretto d'attico,reca una scritta in caratteri cufici di elogio a re Guglielmo.
La Cuba, che era come il Castello della Favara circondata da un laghetto, è un padiglione ad un solo piano privo di appartamenti privati diviso in tre ambienti comunicanti.
La sala centrale era abbellita da muqarnas (tipiche decorazioni a stalattiti caratteristiche dello stile arabo)le stanze laterali erano adibite a luoghi di servizio.
Dopo caduta dei re Normanni la Cuba fu devastata e poi lasciata in stata d'abbandono. Nel 1575-76, mentre la peste imperversava in città  fu trasformata in lazzaretto, successivamente il governo borbonico la usò per scopi militari insediandovi il corpo di Cavalleria,nel 1860 tutta l'area militare e la Cuba divennero proprietà del nuovo Regno d'Italia.

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