"…a questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali,
continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini…
ognuno di noi deve fare la sua parte, piccola o grande che sia,
per contribuire a creare condizioni di vita più umane, perchè certi orrori non si ripetano più…"
Giovanni Falcone

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Il castello di Maredolce



Foto da Wikipedia

Il castello della Favara(dall'arabo "fawwarah"), chiamato anche di Maredolce, deve il suo nome ad una  sorgente che sgorgava dal Monte Grifone.
Il palazzo era circondato da percorsi d'acqua e da meravigliosi giardini;abbagliato dalla sua bellezza, il re normanno Ruggero II che si recava lì spesso a cacciare,, sui resti di un palazzo,destinato a "sollazzo" (luogo di villeggiatura  destinato al riposo e divertimento)appartenuto all'emiro arabo Giafar, fece edificare il castello ed erigere dei muri di contenimento intorno alla sorgente così da creare un lago artificiale di circa 40 ettari al centro del quale c'era un isolotto verdeggiante di alte palme e agrumeti collegato al palazzo da un ponte levatoio.
L'ampiezza e la profondità valsero al bacino,e per estensione a tutta la tenuta, il nome di "Maredolce" .
La costruzione  è a pianta rettangolare con una rientranza nell'angolo est,era bagnato su tre lati dalle acque del lago.
Nel lato non bagnato dal lago artificiale si trovano quattro entrate: una porta in un cortile su cui si apriva il portico; un'altra alle scuderie e alle stanze della servitù e ,delle due rimanenti una all'Aula Regia e l'altra alla Cappella dei Santi Filippo e Giacomo voluta da re Ruggero dove prima c'era la moschea dell'emiro.
Nel 1328 il castello fu ceduto dagli Aragona ai cavalieri Teutonici che lo trasformarono in fortezza, e ne deturparono i prospetti decorati da bifore,con feritoie.
Dopo varie destinazioni d'uso:ospizio, azienda agricola,addirittura frazionato per ricavarne unità abitative, è stato, finalmente, acquisito dalla Regione Siciliana che tramite la Soprintendenza ai Beni Culturali ed ambientali ne sta curando il restauro per ridare a questa meraviglia l'antico splendore.

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